
di fr. FRANCESCO DILEO, OFM Cap.
Padre Pio, definito “burbero” da racconti superficiali e poco documentati, si adirava solo in particolari e gravi circostanze, purtroppo frequenti: quando i suoi devoti lo veneravano come un santo o quando qualcuno si confessava da lui con intenzioni diverse da quella di ricevere l’assoluzione o comunque non realmente pentito. In realtà, il carattere del Cappuccino di Pietrelcina era allegro e gioviale. Gli piaceva scherzare con i confratelli e gli amici ed aveva una vera passione per le barzellette. Gli piaceva ascoltarle e non disdegnava di intrattenere i suoi visitatori con storielle divertenti, che, quasi sempre, lanciavano un messaggio morale o spirituale. Come quella che ci aiuta a comprendere il significato dell’espressione «Rifugio dei peccatori», che rivolgiamo alla Madonna nelle Litanie lauretane: «Un giorno – raccontava Padre Pio – il Signore uscì per il Paradiso e vide tanti brutti ceffi che andavano in giro per il luogo ripieno di ogni delizia e vuoto di ogni male. Il Signore si meravigliò, mandò a chiamare san Pietro e disse: “Pietro, che cosa è successo? Sembra che il carcere mandamentale l’abbiano trasferito in Paradiso”. Pietro rispose: “Signore, non lo so; entrano e non so da che parte entrano”. Allora il Signore ordinò di fare più buona guardia. Un altro giorno, il Signore esce ancora per il Paradiso, vede ancora un aumento di questi brutti ceffi, arnesi da galera, e dice a san Pietro: “Pietro, ti ho detto di guardare. Dammi le chiavi perché non fai più buona guardia”. E Pietro: “Signore, non volevo dirvelo, ma dal momento che lo volete sapere, ve lo dico. Appena mi volto un momento c’è vostra Madre che apre e fa entrare tutti quanti. Io non ne posso più. Signore, quali sono le vostre disposizioni? Che devo fare quando la vostra Madre si avvicina lì alla porta?”. E il Signore: “Pietro, fa finta di non accorgertene”».
L’aneddoto, in realtà, era un modo per far conoscere la mediazione misericordiosa della Madonna per ottenere la conversione e, quindi, la presenza del maggior numero possibile di peccatori nel Regno di suo Figlio. Una mediazione che il Cappuccino sperimentava in maniera mistica. Conosciamo queste sue esperienze grazie alle testimonianze di un comune confratello, che fu molto legato a Padre Pio e con il quale aveva frequenti colloqui confidenziali, padre Pellegrino Funicelli, che gli chiese: «Padre, non me lo nasconda, è vero che al confessionale è sempre assistito dalla Madonna e da san Francesco che le indicano la volontà di Dio nell’esercizio del sacro ministero?». L’Interrogato, senza scendere nei dettagli, ammise: «Se non ci fossero loro due, cosa combiccerei… (termine dialettale che si può tradurre con “combinerei”)». Allo stesso confratello, in un’altra circostanza, Padre Pio rivelò: «Nella mia azione sacerdotale io ho avuto un solo esemplare, un solo punto di riferimento: la Madonna, e credo che non potevo agire diversamente. Non potevo tradire la Mamma. Io, docile strumento nelle mani della Madonna, durante tutta la mia vita, ho voluto far un po’ di pulizia nelle anime, queste anime ho voluto adornarle di buoni propositi sia assolvendo, sia negando l’assoluzione. Così vorrei volare io verso il Paradiso ai richiami della Vergine Santissima e così vorrei che volassero i miei figli spirituali. Senza altri inciampi e senza altri riferimenti». E, in un altro colloquio fra i due, spiegò meglio: «Lei mi accompagna nel confessionale per mettermi a disposizione dei fratelli e mi mostra, sempre coperte dal velo della sua pietà, le anime innumerevoli in attesa di un’assoluzione distruttrice di ogni male e creatrice di ogni bene. Per merito e volere suo ho la gioia di contemplare questo fenomeno di grazia con i miei occhi ed ho anche la gioia di vedere interpretato, come vuole Lei, il significato delle mie assoluzioni e di tutte le opere che vengono appresso. Io la prego sempre di venire vicino a me, di suggerirmi quanto devo dire e la prego di suggerire anche ai miei figli spirituali quello che devono dirmi. E sono sicuro di essere ascoltato da Lei».
Affidiamo, dunque, a lei, alla Madonna delle Grazie, la nostra intenzione di cambiare vita o di essere più coerenti nel nostro cammino per raggiungere la perfezione cristiana. Possiamo essere sicuri che, anche e soprattutto per questa intenzione, ella si rivelerà madre premurosa ed efficace mediatrice.