
di fr. FRANCESCO DILEO, OFM Cap.
Quest’anno la novena, la veglia e la festa liturgica di san Pio da Pietrelcina sono state orientate – e non poteva essere diversamente – dall’ultimo degli ottavi centenari francescani che abbiamo celebrato a partire dal 2023: quello del beato transito del Santo di Assisi (1226), che ha chiuso la serie iniziata con la memoria della Regola bollata e del primo presepe a Greccio (1223), seguita dalla commemorazione delle stimmate (1224) e del Cantico delle creature (1225). Padre Pio, infatti, non solo è stato un esemplare fratello del Primo Ordine, ma è stato così autenticamente fedele alla Regola e, di conseguenza, al Vangelo da cui è tratta, da aver meritato il singolare privilegio di diventare immagine speculare del sacrificio redentivo di Cristo per la nostra epoca, così come l’Assisiate lo fu per la sua. Le Fonti Francescane ci dicono che Francesco ricevette il dono delle stimmate mentre era «immerso nell’orazione» e che, dopo la visione in cui venne crocifisso, la sua «anima rimase arroventata d’amore» (FF 1483). Anche il venerato Confratello era in preghiera, per la precisione era «a fare il dovuto ringraziamento nel Coro» per la Messa appena celebrata, quando vide «Nostro Signore in atteggiamento di chi sta in croce» e, dopo aver ascoltato i lamenti di Gesù per la «mala corrispondenza degli uomini» al suo amore, si sentì «pieno di compassione per i dolori del Signore». Quindi, udì la sua voce che gli diceva: «Ti associo alla mia Passione» e, al termine della visione, vide sul suo corpo i segni «dai quali gocciolava il sangue» (Padre Pio sotto inchiesta, p. 220). Da questi racconti appare evidente che lo stretto intreccio fra amore, declinato anche come compassione, e preghiera costituisce un elemento fondamentale per comprendere il significato pedagogico della stimmatizzazione di entrambi. La preghiera è la strada maestra per esprimere l’amore a Dio e per accogliere il suo, per sintonizzare la nostra sulla sua volontà, per diventare autentici cristiani, che significa sforzarsi di essere il più possibili simili a Cristo. E, solo quando si giunge alle vette più alte di questo amore, il Signore lo rende evidente attraverso i suoi sigilli mistici, impressi sul corpo di Francesco, di Pio e di tanti altri santi, tutti uomini e donne come noi, per farci capire che, con la grazia di Dio, la santità è una prospettiva possibile per tutti, benché ciascuno sia chiamato a conquistarla con modi e in situazioni diverse, come ci rivela la parabola dei talenti (cfr. Mt 25,14-30). Forse non a caso o per pura coincidenza, le ricorrenze di entrambi sono racchiuse nello spazio di meno un mese: 7 settembre prime stimmate di Padre Pio a Pietrelcina, 17 settembre stimmate di Francesco d’Assisi, 20 settembre stimmate permanenti del Cappuccino a San Giovanni Rotondo, 23 settembre il suo passaggio al Cielo, 3 ottobre il transito del Santo umbro. In questo periodo dell’anno, dunque, tutti i credenti sono chiamati a riflettere sulla loro coerenza con la scelta di seguire la via del Vangelo e, in particolare, a interrogarsi sul personale rapporto con Gesù, cercando di capire se e quanto l’aspetto delle richieste e delle aspettative, da cui spesso sono appesantite le nostre preghiere, prevale sull’amore sincero e disinteressato.