di fr. Francesco Colacelli
Come dodici anni fa. Il 18 dicembre 1997 i devoti di Padre Pio, in tutto il mondo, esultavano per il decreto sull’eroicità delle virtù del nostro venerato Confratello, firmato da Giovanni Paolo II; il 19 dicembre scorso, per la stessa ragione, hanno gioito gli estimatori di Papa Wojtyla e, ovviamente, anche quelli del santo Cappuccino, memori del legame tra questi due grandi testimoni della fede e di quanto il compianto Pontefice ha fatto per la beatificazione e la canonizzazione di Padre Pio. Ora, dunque, a Giovanni Paolo II spetta il titolo di “venerabile”.
È il più significativo atto in vista della beatificazione. E come se la Chiesa si fosse umanamente già espressa e ora attenda la conferma da parte di Dio. È questo il significato
del miracolo nell’iter processuale. Allo stato attuale, in fatti, è proprio questo che manca per poter procedere all’elevazione di Karol Wojtyla agli onori degli al tari: l’approvazione di un miracolo, attribuito all’intercessione del “Venerabile”, avvenuto dopo la sua morte. È stata già individuata dalla Postulazione una guarigione prodigiosa da sottoporre alle tre commissioni della Congregazione delle Cause dei Santi: quella medica, quella dei teologi e quella dei...