| Venafro
Antico centro di origine osco-sannita, l'antica Venafrum fu un'importante città romana,
sorta lungo la naturale arteria di transito tra il Sannio e la Campania, nella conca solcata dall'alto
corso del fiume Volturno. Compresa dai Longobardi nel Ducato di Benevento come sede di castaldato,
fu eretta in contea dai Franchi e nel secolo XI passò sotto il principato di Capua. A partire
dall'epoca sveva fino ai primi del XIX secolo, fu feudo di varie potenti famiglie.
Appare da ogni lato "sempre piena di maestà e bellezza". Sono da visitare: la
Cattedrale romanica, ricostruita nel XV secolo, il cui interno è stato trasformato nel XVIII
secolo; il Palazzo Caracciolo, massiccia costruzione di carattere difensivo del XV secolo; la Chiesa
dell'Annunziata del 1387, ricostruita nel XVIII secolo; il castello del XV secolo.
Nei pressi sono visibili resti di mura poligonali, di un teatro e di un anfiteatro, di un edificio
a esedra, probabilmente un ninfeo, e dell'acquedotto venafrano, alimentato dalle acque del Volturno.
I1 convento, attualmente custodito dai Padri Cappuccini, fu costruito dai benefattori e dal Comune
nel 1573. Chiuso nel 1811, fu riaperto nel 1816; chiuso di nuovo nel 1867, tre anni dopo accolse
il Padre Clemente da Morcone, che riprese ad officiare nella chiesa, rimasta successivamente sempre
aperta al pubblico.
La basilica dei Santi Martiri Nicandro, Daria e Marciano venne affidata ai Monaci
Basiliani, che vi officiarono quasi per un millennio, fino al pontificato di Sisto V. Per interessamento
poi del Principe di Sulmona, signore di Venafro, il Papa Gregorio XIII aggregò la chiesa
al convento, affidando ai Cappuccini il compito specifico di custodire il sepolcro dei santi martiri
e di officiare in basilica.
Nell'ottobre del 1911 il Padre Provinciale, Benedetto da San Marco in Lamis, accompagnò Padre
Pio a Napoli dal celebre dottore Antonio Cardarelli, il quale suggerì di condurre l'ammalato
a Venafro, il convento più vicino, perchè il giovane non poteva viaggiare a lungo,
aveva i giorni contati e... pochi.
Durante un mese e mezzo circa, passato a Venafro, la fraternità si accorse dei primi fenomeni
soprannaturali: "Assistetti- scrive Padre Agostino -a parecchie estasi e molte vessazioni
diaboliche. I1 suo sostentamento fu 1'Eucaristia, sia che celebrasse, sia che ricevesse soltanto
la santa comunione, perchè costretto a letto. Le vessazioni del nemico non erano lunghe,
duravano al massimo un quarto d'ora. Le visioni divine duravano anche un'ora e ed erano sempre
precedute o seguite dalle apparizioni diaboliche. Le apparizioni diaboliche, Padre Pio, le riconosceva
sempre tali con il solo comando: "Di', viva Gesu!". Dopo averle riconosciute, le superava
sempre col divino aiuto. Quasi ordinariamente seguiva un'immediata apparizione di Gesù,
di Maria, dell'Angelo Custode.
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