di fr. Mariano Di Vito, OFM Cap.
La Storia: la grande, che prima o poi andrà ad affollare gli scaffali delle nostre biblioteche, o quella dei tanti piccoli e statisticamente ininfluenti scenari nei vari crocevia del mondo (… che al massimo riusciranno a riempire le colonne dei quotidiani per qualche settimana…), l’una e l’altra appunto, hanno una logica, o quanto meno una probabile e convincente motivazione?
Gli antichi filosofi dell’Occidente come quelli delle ugualmente nobilissime ed altrettanto secolari “sapienze” dell’Oriente, erano convinti che siamo tutti coinvolti in un cerchio continuo, dove inizio e fine si rincorrono senza soluzione; nei migliori dei casi si finisce tutto e tutti in una indefinita, impersonale e fredda luminosità…
I nostri grandi pensatori, i maestri della modernità, o hanno ritenuto superfluo, se non fuorviante e narcotizzante, porsi questioni sul prima o sul dopo, oppure “hanno deciso” che è meglio concentrarsi sulle problematiche concrete e tangibili dell’esistenza. Tanto, risposta non c’è!
A volte, anzi molte volte, facciamo tutti fatica a trovarlo o, almeno, ad intravederlo, tante sono le obiettive situazioni di morte, effettivamente di non sense, che attraversano le viuzze o le autostrade del nostro meraviglioso pianeta azzurro.
Tutto ciò che sale converge, era la convinzione...