di fr. Francesco D. Colacelli
Febbre, con copiosi sudori, tosse, dolori al torace e alla schiena, paragonabili a un vero e proprio martirio. Questo era lo stato di salute di Fra Pio esattamente 100 anni fa. Lo sappiamo grazie a una lettera scritta il 14 marzo 1910 a padre Benedetto da San Marco in Lamis. L’estensore di quelle poche righe si trovava a Pietrelcina, unico posto in cui si sentiva meglio, rattristato dalla necessità di stare fuori dalle mura claustrali. Nonostante i malanni descritti, il giovane Frate a marzo stava già molto meglio. Prima di Natale, infatti, era costretto a bere solo acqua, perché vomitava qualunque altra cosa. E il prolungato digiuno causava una debolezza tale da impedirgli persino di stare in piedi. Ecco perché, il 22 gennaio 1910, temendo di essere prossimo alla fine del suo «esilio sulla terra», chiese al suo Ministro Provinciale di inoltrare una domanda alla Santa Sede per ottenere una dispensa che gli consentisse di ricevere l’ordinazione sacerdotale con qualche mese di anticipo rispetto all’età canonica prevista. Padre Benedetto non lasciò cadere nel vuoto l’accorata...